Salta al contenuto
Rss





Gli Alpeggi

Se da Frassinetto si alza lo sguardo verso la Quinzeina, si notano, sparpagliati per ì pendii della montagna, numerosi edifici in pietra abbastanza distanti gli uni dagli altri: sono gli alpeggi, meglio conosciuti con il nome di cavane o alp.
"Ad un occhio inesperto può sembrare che le cavane siano disseminate a casaccio per la montagna, ma non è affatto così". Chi parla è una signora di mezza età che ha fatto per tanti anni la vita dell'alpeggio a Frassinetto.
"La scelta del luogo dove costruire avveniva con cura, badando che la posizione fosse protetta dalle intemperie, in particolare dalle valanghe".
"Le cavane sono composte da un unico locale, anche abbastanza grande, che veniva utilizzato per vari usi. Ogni angolo era adibito a mansioni diverse, secondo un'organizzazione tradizionale. C'era l'angolo destinato al casolare domestico, con il braciere su cui pendeva una catena attaccata al muro.
A quella si appendevano il paiolo o altri pentolami in rame dove si cucinava la polenta, o si cagliava il latte per fare le tome.
Il fumo usciva direttamente dal tetto attraverso le lose, poiché non c'era il soffitto".
"Un altro angolo serviva da deposito per il fieno; una scorta asciutta da dare alle mucche se il cattivo tempo ci impediva di condurle al pascolo. Un'altra parte ancora era adattata per il lato notte: c'era un letto in legno con un pagliericcio, di solito ripieno con foglie secche di faggio che raccoglievamo d'autunno e cambiavamo ogni anno.
Nello stesso modo erano fatti i cuscini e i materassi delle culle dei bimbi. Sotto quest'unico locale c'era di solito la stalla".
"Conservavamo il latte, i formaggi e il burro in un luogo fresco, detto crutin, cioè una piccola e bassa costruzione in pietra che sorgeva vicino a una fontana; così l'acqua poteva scorrere all'interno dei crutin e lo manteneva fresco".
"Quando salivamo agli alp? Nella tarda primavera, verso maggio. E c'era anche chi faceva due transumanze: prima all'alpeggio più basso, e verso giugno - luglio a quello più alto, per poi a settembre fare il percorso al contrario.
Ovviamente tutti questi spostamenti, con il bestiame, richiedevano molto lavoro. Dovevamo portare a spalle da un baita all'altra tutto quanto ci era necessario per vivere: paioli, pentole, lenzuola, attrezzi... La vita non era certo comoda, ve l'assicuro".
"Durante le prime notti nelle cavane non dormivamo molto tranquillamente, poiché c'era sempre una rumorosa compagnia: i topolini.
Questi animaletti percorrevano i travi a sostegno del tetto avanti e indietro instancabilmente. All'inizio davano fastidio, ma poi ci abituavamo".
Nelle giornate assolate, dopo aver tagliato il fieno, lo dovevamo portare dentro ai fienili, certe volte addirittura a valle, già pronto per l'inverno. Da questi scoscesi e ripidi pendii scendevamo scalze, anche a rischio di trovare qualche serpentello, poiché il sole rendeva viscida e scivolosa l'erba e quindi con le scarpe non ci reggevamo in piedi".





Inizio Pagina Comune di FRASSINETTO (TO) - Sito Ufficiale
Via Roma n.39 - 10080 FRASSINETTO (TO) - Italy
Tel. (+39)0124.801007 - Fax (+39)0124.801033
Codice Fiscale: 83502660018 - Partita IVA: 04369560018
EMail: info@comune.frassinetto.to.it
Posta Elettronica Certificata: comune.frassinetto@pec.it
Web: http://www.comune.frassinetto.to.it


|