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Passeggiata tra le Borgate

immagine ingrandita Frassinetto - Paesaggio (apre in nuova finestra) E' senz'altro consigliabile la visita delle due antiche e interessanti borgate di Chiapinetto e Berchiotto.
Chiapinetto, insieme al capoluogo, forma il nucleo più antico di Frassinetto, caratterizzato dalla robusta architettura fatta di archi, colonne e stretti passaggi.
E' particolarmente interessante ammirare gli archi a tutto sesto, costruiti con una perfezione tale che si sorreggono senza l'ausilio di calce. Si oltrepassano grandi porticatì terminanti con un'unica apertura verso la via, come si è già avuto modo di sottolineare parlando dell'architettura frassinettese.
Proseguendo per la stradina sterrata, oltre Chiapinetto, sì raggiunge la chiesetta di Santa Croce. La graziosa cappella di cui in settembre sì festeggia la ricorrenza - esisteva già nel 1803, come rìsulta all'archivio, mentre il campanile è stato costruito solo nel 1993.
Berchiotto sorge in posizione opposta a Chiapinetto, e dista circa quattro chilometri dal capoluogo. Abbarbicato sulle pendìci della montagna, è un ottimo punto panoramico sia verso Frassinetto sia verso la Val Soana.
Berchiotto fu una grossa e popolosa borgata, tant'è vero che esistevano una scuola (chiusa una quindicina d'anni fa), frequentata anche dai bambini delle località vicine, e la parrocchia, poi unificatasi con quella di Frassinetto.
immagine ingrandita Frassinetto - Vista dall'Alto (apre in nuova finestra) E' bene compiere una passeggiata lungo il sentiero che conduce all'interno della borgata, in modo da potere osservare le tipiche case in pietra e una curiosa ampia arcata che copre un tratto di stradina nel centro dell'abitato.
Le due principali feste religiose della borgata la Consolata, a giugno, e san Rocco, il 16 agosto - sono un sicuro richiamo per coloro che se ne sono andati e che ripopolano, almeno per quei giorni, il borgo ormai quasi disabitato.
Frassinetto è costituito da una míriade di borgate. E ognuna ha le sue caratteristiche, le sue storie da raccontare.
Chi si trova a visitare Frassinetto resta indubbiamente colpito dalla miriade di piccoli borghi che spuntano come funghi sugli erti pendii della Quinzeina, e poi giù giù fino ai suoi piedi.
Imbocchiamo dunque la strada che, tra boschetti e piccoli rii, conduce - in circa un chilometro e mezzo - al ponte sotto il quale scorrono cristalline le acque dei torrente Stroncato.
Qui la strada si biforca: un ramo scende alle borgate par sot (di sotto) e l'altro sale alle borgate par giuri (di sopra).


Par sot e par giuri

Seguendo la strada che divalla, si incontra quasi subito la borgata Molini, così denominata appunto per la presenza di due mulini (a destra e a sinistra della strada), ancora oggi visibili anche se non più funzionanti.
immagine ingrandita Frassinetto - Vista dall'Alto (apre in nuova finestra) Un tempo erano gli unici mulini di Frassinetto, cosicché la gente per macinare il grano doveva per forza recarsi fin qui.
Poco dopo c'imbattiamo, sulla destra, nella borgata Tetti; inoltrandosi per la viuzza che attraversa il piccolo abitato si incontrano casette ristrutturate, vecchie case in pietra e poi la caratteristica chiesa dedicata alla Madonna degli Angeli e a San Michele, le cui ricorrenze sono celebrate rispettivamente l'ultima domenica di luglio e di settembre.
Un bel porticato conduce infine alla piazzetta detta "Vi Baron", dove la stradina asfaltata termina, ma continua la mulattiera che conduce alle borgate par giuri (Balma, Galli, Berchiotto) e che un tempo costituiva l'unica via di comunicazione.
E non è facile, ai giorni nostri, immaginare il continuo via vai che sicuramente c'era lungo questa mulattiera, specialmente la domenica, giorno di mercato...
Dalla borgata Tetti si scorge la località successiva, il villaggio Trifoglio, un agglomerato di nuove costruzioni, piccolo segno della ripresa urbanistica di Frassinetto.
Dopo il villaggio Trifoglio la strada continua a scendere fino alla borgata Truffa, che da lontano sembra situata su un cocuzzolo.
Qui, un tempo, aveva sede il Comune e all'interno dei borgo è ancora visibile la facciata dei palazzo municipale.
La strada scende ancora e arriviamo ad un pianoro dove sono disposte, una dopo l'altra, le borgate Gorla e Lupeta. Da Gorla si diparte la mulattiera dei punt dal Bigio che porta alla borgata Raie di Pont Canavese.
Ha inizio qui un tratto di salita assai ripida per la borgata Puet e poi sino alla fine della strada, a circa cinque chilometri da Frassinetto, dove - a quota 1014 - si trova la borgata Coletto , magnifico punto panoramico verso il capoluogo, ma soprattutto verso la Val Soana.
Da Coletto parte la mulattiera per la borgata Berchiotto. Tra le frazioni Puet e Coletto ci si imbatte in una graziosa cappella, dedicata a san Domenico, alla Madonna della Neve e a Sant'Antonio da Padova, che da documenti di archivio risulta già esistente nel 1743.
A Coletto ha termine la prima parte dei nostro percorso, e dobbiamo tornare indietro fino alla biforcazione lasciata in precedenza per potere iniziare la visita delle borgate par giuri.
La prima borgata per giuri è Cereser, ubicata in una bella posizione soleggiata e panoramica. Proseguendo all'ombra degli alberi e tra il profumo della rigogliosa vegetazione, si sale ancora fino alle borgate Balma e Lassere.
A sinistra della strada, a Balma, sorgono su un pianoro i muri di un vecchio e imponente edificio (il cui tetto è purtroppo crollato): la scuola.
Fino alla seconda guerra mondiale, essa era frequentata dai bambini delle borgate Tetti, Molini, Truffa, Galli, Berchiotto; successivamente fu trasferita a Berchiotto e restò in funzione fino al 1980.
Superata una curva a gomito si giunge ai Galli e dopo una breve salita, si tocca la borgata Trucco e si arriva infine a Berchiotto, a circa quattro chilometri dal capoluogo.


Altre borgate: Fraschietto, Querio, Monteu

Da Berchiotto una strada interpoderale chiusa al traffico raggiunge - a 1076 metri di quota - la borgata Fraschietto, ultimo baluardo di Frassinetto.
Si tratta di un ameno borgo, ormai completamente disabitato, che si estende a ridosso dei rio Verdassa, attorno alla chiesetta dedicata alla Madonna dei Carmine e a San Bernardo (la cui ricorrenza si festeggia in agosto) e risalente probabilmente al 1681.
Fraschietto è collocata in una posizione assai isolata rispetto alle altre borgate frassinettesi, ma, come ogni altra borgata alpina, pullulava di persone.
Oggi il borgo torna a rivivere soltanto nei mesi estivi, grazie alla presenza degli oriundi e dei nuovi turisti, che si sono lasciati affascinare da questo villaggio.
Lasciata Fraschietto, si prosegue lungo la strada interpoderale, si giunge a un guado sul rio Verdassa e poi alle borgate di Querio e Monteu, entrambe abbandonate.
Le due frazioni fecero parte dei comune di Frassinetto sino al 1956, anno in cui sono state annesse al comune di Ingria, probabilmente per l'evidente vicinanza.
Nella borgata Monteu sorge la piccola cappella dedicata a Sant'Antonio da Padova.

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